4 Dicembre 2012 – Il Messaggero – Cronaca di Roma

Il Messaggero – 4 Dicembre 2012

I versi scritti sul web dei sette poeti del Trullo

Sono sette come i re di Roma. Er Bestia, Er Quercia, Er Pinto, Inumi Laconico, ‘A Gatta Morta, Marta der III lotto, Er Farco. Sono i Poeti der Trullo, ragazzi fra i 20 e i 30 anni. Giovani ispirati e sognatori, come ce ne sono tanti anche se non si parla mai di loro. A colpi di parole e bombolette sfogano i pensieri e le frustrazioni, i sentimenti e le speranze che animano la vita del quartiere popolare. Il bello e il brutto di essere giovani. Ognuno ha il suo stile, il suo tratto distintivo. Trascinati dal passaparola, i versi dalla strada arrivano su Facebook: i contatti del gruppo aumentano ogni giorno contando già oltre 8.000 iscritti. «È un movimento che parte dalla periferia e si diffonde e si espande attraverso la rete. Una mentalità metroromantica, con una forte componente urbana» scrivono i ragazzi sul social network, dove c’è tutta la storia del gruppo «nato un po’ per gioco, un po’ per esigenza». Ci sono le poesie di Marta der III lotto, che ha iniziato a scrivere per dare sollievo al suo cuore infranto: «Quanno so’ innamorata me sento cretina. Quanno soffro per amore so’ tutta depressa. L’umore me cambia dalla sera alla mattina. Un giorno so’ pantera, quello dopo ‘na fessa!». Ci sono i versi d’Er Farco che non ama le interviste, che scrive per necessità e non per divertire «di notte mi ubriaco bevendo tutte le mie lacrime».C’è il fatalismo d’Er Pinto che dice: «Dài del tuo tempo una dose a quello che c’hai sotto er naso. Non trascurarle le cose, che niente succede pe’ caso!» e la saggezza d’Er Bestia: «Nun te scorda’ che sei ben armato, er solo pensiero è un fero affilato. Usa la testa pe’ usci’ dall’impicci. Nun te piega’ a raccoje li spicci». Ci sono le nobili riflessioni d’Er Quercia: «Nella mia mente invento il nostro amore. Di reale c’è uno sguardo, una sensazione. Eppur lo scrivo tutto, passano le ore. Mi ritrovo col sorriso, forse è un’emozione. E subito il terrore: mi scopro sognatore. È un’arma a doppio taglio l’immaginazione». C’è la memoria del quartiere che vive in Romoletto, il meccanico al centoventidue di via del Trullo che adesso «sta lassù che c’aspetta», scrive Inumi Laconico. E poi c’è la passione de ‘A Gatta Morta, per cui «è l’intesa mentale l’unica chiave» e le storie segrete alternate all’ironia: «L’omo più noioso è quello vanitoso».

Martina Lacerenza

15 aprile 2012 – Il Messaggero
Il Messaggero

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