Dicono Frocio

[photo by Erik Bergrin]

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Liceo. Primo anno. Testa bassa.
Cuffie all’orecchio, è un’abitudine.
Grida e sorride, tutta la massa.
Compagna de scòla, la solitudine.

Ultimo banco. Attento e rapace.
Studio sui libri de ‘sti pensieri.
A stare con gli altri non sono capace.
Han fogli leggeri. I miei sono neri.

Lo sento. In me. Qualcosa non va.
C’ho ‘na passione sbajata. Malata.
A vorte me dico “Dài, passerà.”
Ma ormai la speranza l’ho abbandonata.

La classe me guarda. Ride. Sghignazza.
‘Sto còre acciaccato è come ‘n’incudine.
Dicono “Frocio” e questo m’ammazza.
Affondo e sprofondo nell’inquietudine.

Mamma, non piagne. Sai, me dispiace.
Sarei qualcun altro, io, volentieri.
Ho dentro ‘na voce sottile, non tace.
E stanno in silenzio i miei desideri.

Oggi è oscurato er sole in città.
‘Sta piccola vita l’ho dimenticata.
Spero la mamma me perdonerà.
Dall’ultimo piano me butto in picchiata.

avatar Er Farco (19 Pubblicazioni)

Labile. Instabile. Fragile.



26 commenti su “Dicono Frocio

  1. A me piace molto, forse è la parte migliore, sia per ciò che simboleggia – la fine tragica che troppe volte conclude un dolore – sia per la forma; la rima fra “dimenticata” e “picchiata” è una scelta azzeccata, proprio nel suo paradossale incontro: la prima parola poetica, quasi antica, e la seconda un po’ buffa, rassegnata…

  2. La voce sottile è quella che ti martella il cervello dicendoti che questa passione è malata. È quella che ti convince che l’unico modo per uscirne è il suicidio. Quindi il finale non soffoca la voce sottile, la segue, la libera.

  3. La voce sottile, che non tace, reprime i desideri che quindi stanno in silenzio. Se il finale fosse stato felice, se lui avesse liberato la sua sessualità, se avesse dato spazio ai suoi desideri e non fosse sprofondato nell’inquietudine… non sarebbe firmata Er Farco.

  4. Oggi più di ieri la malvagità e l’ignoranza sovrastano indisturbate. Nessuna tutela per coloro che senza paura tirano dritti per la loro strada ne per chi la strada la perde senza lasciare briciole per farsi trovare. Bella anzi bellissima. Mamma ti avrebbe capito e non perdonato perché non c’è niente da perdonarti

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