[Come quann’ero piccolo]

Me ricordo, anni orsono, ce l’ho ‘mpresso nella mente,
de quann’ero piccolino e financo adolescente,
che a casa la mia mamma se stava sempre a lamenta’
dei soldi ch’eran pochi e ’n se potevano spreca’.

Me ricordo, co’ mi padre, a comprare di nascosto
‘n par de scarpe ch’eran belle, ma non era bello il costo,
e a mia madre poi dicemmo ’n arto prezzo tra li denti,
co’ lei che ripeteva: “Non siamo altro che pezzenti!”

Fu così che da bambino ebbi un unico pensiero:
esse ricco da fa’ schifo, più de tutto er monno intero!
E studiai mattina e sera, forse più d’un forsennato,
tutti i giorni, tutti l’anni, senza prendere mai fiato.

Ed immagina l’amici che pe’ strada ho poi perduto,
quanti giorni, quante notti, ho studiato e non vissuto!
Tutto questo io l’ho fatto per il bene di mio figlio,
perché non soffrisse nulla, perché avesse sempre il meglio.

Mo so’ laureato e me chiamano dottore,
penso: “Forse, vita mia, mo sarai migliore”.
Poi parlo co’ mi madre, esce fòri un terremoto,
sempre i soldi in bocca e mi piglia come un vuoto.

Qui te chiedo, madre mia, perché non m’hai insegnato
che la vita pò esse bella pure se nun nasci agiato?
Ogni volta che parlamo de ‘sto cazzo d’argomento
torno ‘ndietro de vent’anni e me prenne lo sgomento…

Così forte che non riesco veramente a sopportallo,
dovrei anna’ da ‘no psichiatra, ce la faccio poi a pagallo?
È pe’ questo che oggi ho scritto ‘sta poesia raffazzonata,
pe’ evitamme de impazzi’… e volare giù in picchiata.

ER VETRO

avatar Poeti der Trullo (28 Pubblicazioni)

I Poeti der Trullo sono un gruppo di sette ragazzi del quartiere Trullo, alla periferia di Roma. Un movimento che parte dalla periferia e si diffonde e si espande attraverso la rete. Una mentalità metroromantica, con una forte componente urbana.



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