[L’amore ai tempi der Quadraro]

Sei arivata epidemia
come spinta da ‘sto vento,
a portacce tutti via,
senza alcun avvertimento.

C’hai la voce dell’arpia,
cresci pure ner cemento.
E se dici ‘na buscìa
ce cascamo lì ar momento.

Passi qua ‘n periferia
prendi presto er sopravvento,
dove er còre è ‘n carestia
e la vita va a rilento.

Da Testaccio a Porta Pia
vivi in zone che frequento,
magni e bevi all’osteria,
dar Quadraro già te sento.

Gente ‘n preda all’allergia,
s’arza ‘n aria ‘l suo lamento.
Colpa tua la nostalgia
che non dà miglioramento.

Sei ‘na gran diavoleria
e nun c’hai regolamento.
Tu sorella è ‘a gelosia
che trascina er tradimento.

Nelle piazze e ‘n ogni via
sei il più grand’ avvenimento,
sotto i ponti e in galleria
c’è da fatte ‘n monumento.

Vorrei avecce ‘n’amnesia:
der contaggio io me pento.
S’è insinuata la pazzia
che sarà Innamoramento.

[immagine: Preacher]

[immagine: Preacher]


Condiviti questa notizia su:
avatar Inumi Laconico (33 Pubblicazioni)



2 commenti su “[L’amore ai tempi der Quadraro]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *