[‘Na Storia]

C’ho ‘na storia ch’esce dritta dar còre,
una de quelle do’ la gente mòre.
Parla de buchi fatti sulla pelle
da persone ignare d’esse belle
che cò ‘n ago giocheno ‘a partita
più difficile della loro vita.
Se chiudeno da soli dentr’a ‘n cesso
e co’ la siringa ce fanno sesso,
de quello brutto, senza amore,
provando tarvorta pure dolore.
Se scordeno de ride, vive e magna’,
se scordano come se fa ad amà.
‘Na cifra de vorte proveno a smette
ma senza robba so’ persone inette.
Solo co’ “quella” se credeno forti
“quella” che invece li vorebbe morti.
Me li guardavo st’esseri viventi
da lontano, in quei loro passi lenti.
Non li vedevo poi così bene:
dovevo avvicinamme. Stavo a freme…
E so’ finita nello stesso cesso
co’ ‘na sostanza che pareva gesso.
Ho perso tutto. Ho smesso de scrive.
Me serviva artro pe’ sopravvive.
Ho visto l’abbisso e ce so’ cascata.
So’ morta. Ma pure risuscitata.
La storia da riccontavve era questa,
dedicata a chi ner bagno ce resta,
pe’ dijie che esiste ‘na via d’uscita
e che er vero sesso se fa co’ la vita.

[Ladysghì – Ottavo Poeta #24]


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L’Ottavo Poeta viene scelto tra coloro che inviano i loro testi alla mail ottavo.poeta@poetidertrullo.it e viene pubblicato e diffuso sulle nostre piattaforme. Poeta a rotazione, fa parte del nostro gruppo per un breve periodo per poi lasciare spazio agli altri aspiranti.



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