[Sonetto in morte di Franco Citti]

C’è chi muore sbandando mentre scappa
a un mondo sbirro che non lo riacchiappa.
C’è chi muore come chi si addormenta,
sognando, se la vita fu violenta,

che la Comare Secca porti requie.
C’è chi muore ridendo delle esequie
dove saranno mille sacerdoti,
ipocriti o infinitamente idioti,

che santificheranno un accattone.
C’è chi non muore come un faraone
con tutto l’oro addosso. E sulle scale

del cielo si vergogna, mentre sale,
di quelle impronte nere sul red carpet.
“A’ gomma stìgne. Saranno ‘e scarpe.”

[Salvo Lo Galbo – Ottavo Poeta #34]

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